“Si dice comunemente che il bambino vive in un mondo adulto, progettato dagli adulti per gli adulti. Se questa affermazione è reale, deve essere anche vero che gli incidenti dei bambini sono prevedibili e prevenibili, che la loro tipologia varia sicuramente a seconda della fascia di età e dell’ambiente in cui si trovano, della struttura, dell’impianto o dell’oggetto con cui entrano in contatto e soprattutto del ruolo degli adulti a cui è affidata non solo la cura e l’educazione, ma la attenta custodia dei minori”.

La prevenzione per fasce d’età

La guida elenca sinteticamente e suddividendoli per mesi e fasi di crescita, tutti i rischi domestici nei quali possono incorrere i bambini e le maggiori misure di prevenzione. 1 mese, 3 mesi, 6, 9, quindi 12, 18 mesi, passando per i 2 e 3 anni fino ai 6.

“A 9 mesi. Si alza aggrappandosi. Si mette seduto. Prende piccoli oggetti. Lascia cadere o scaglia volontariamente giocattoli e altre cose che riesce a raggiungere. Tocca tutto. Esplora con la bocca tutto quello che gli passa a tiro. Batte le mani. Imita i suoni. Rischi principali: di caduta, di asfissia/annegamento, di ustione, di incidente a bordo dell’automobile”.

Misure di prevenzione suggerite. Fasciatoi con bordi alti, non lasciare il bimbo solo nel bagnetto, bloccare i mobili bassi con bloccaporte, usare i paraspigoli, non usare il girello, in auto usare un seggiolino adeguato.

La guida è per mamme e papà ovviamente, ma può essere utile anche a chiunque altro sia a contatto con i bambini. Nonni, ma poi baby-sitter, assistenti dell’asilo o della scuola. A tutti ricorda innanzitutto come, per la sua sicurezza, sia necessario “non trattare il bambino come un giocattolo inanimato: è capace di azioni che solo il giorno prima non era in grado di fare e che noi mai pensavamo potesse fare il giorno dopo”.

 

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